Dieci motivi per amare il Cilento

Ci sono angoli del nostro Bel Paese, sconosciuti alla maggior parte degli italiani. Uno di questi è il Cilento. Nelle prossime righe vi racconto 10 motivi per cui mi sono innamorato di quella terra.

Quel lembo di terra chiamata Lucania occidentale e che si estende sino a toccare la provincia di Salerno.  Dichiarato nel 1998 dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, anticamente il Cilento era parte della Lucania  insieme con il Vallo di Diano e il golfo di Policastro. Si tratta di uno dei territori più belli della Campania e della Basilicata che vale la pena di visitarlo sia per il paesaggio dell’interno sia per la costa, in ogni stagione dell’anno. Il simbolo della Primula palinuri petagna, rappresenta proprio il ricco patrimonio naturalistica che è racchiuso nel parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.  Dieci luoghi, città, spiagge e monti che vi faranno scoprire il Cilento, seguendo itinerari storici, religiosi, enogastronomici e sportivi. Il tutto non è solo adatto alla famiglia, ma alle coppie e ai single che sono alla ricerca di tranquillità e di quell’Italia dove si lascia ancora la porta aperta del proprio camper o della propria auto, senza paura che un malintenzionato commetta un furto.

  1. POLLICA e i suoi borghi. Il Comune, oltre al borgo di Pollica, comprende cinque frazioni: sulla costa troviamo Pioppi e Acciaroli, mentre nell’interno ci sono Galdo, Celso e Cannicchio Il borgo sul mare di Acciaroli fu scelto da Ernest Hemingway come meta per numerosi soggiorni. Vi consigliamo di visitare la chiesa dell’Annunziata sorta nel 1187, che si affaccia sul mare che è particolarmente bella quando l’interno è illuminato dal sole. Nei pressi della chiesa si trovano i resti di un’antica torre con base quadrata e costruita come difesa angioina. Spostatevi nell’entroterra  per visitare Galdo, che è la frazione più interna e che si sviluppa ai piedi della chiesa di San Rocco. Seguite le viuzze fino ad incontrare una piazzetta nella quale troverete la cappella di Santa Caterina e fate sosta al caffè letterario. Scendete al mare,  fino ad arrivare a Pollica, che è la sede municipale. Godetevi un panorama impagabile dalla terrazza, da cui si osserva il Castello medievale del 1290 e la cappella di S. Pietro del 1524. E’ questo il ritrovo preferito dai pollichesi dove quotidianamente, sorseggiano il loro caffè. Il centro abitato è dominato dal Castello dei principi Capano e dalla sua caratteristica torre a pianta quadrata che rende riconoscibilissimo il profilo del borgo visto da lontano. Poco fuori il paese merita anche qui per al vista, una sosta al Convento francescano di Santa Maria delle Grazie (fondato nel 1631) che sorge subito a monte dell’abitato.

2. Velia/Elea è un importante sito archeologico del Cilento, che ha le sue origini intorno al 540 a.C. Al tempo dei Greci era denominata Elea, mentre i Romani la ribattezzarono Velia come scrisse Plinio nella Naturalis Historia. Gli scavi di Velia per i romani o Elea per i greci rappresentano uno dei gioielli del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. I resti di questa antica città si trovano nel territorio di Ascea Marina, importante località balneare situata tra Agropoli e Palinuro. La felice posizione geografica di Velia (Elea), situata al centro delle antiche rotte commerciali tra Grecia ed Etruria la rese molto ricca e potente. La città continuò ad usare la lingua greca anche nell’età imperiale, ma di quell’epoca noi oggi possiamo ammirare i resti delle porte della città (Porta Rosa e Porta Marina), l’edificio termale, l’acropoli e il santuario di Poseidon Asphaleios.

3. GROTTE DI PERTOSA-AULETTA : se siete pronti a navigare su un fiume sotterraneo, allora siete pronti per visitare Le Grotte di Pertosa-Auletta. Il fiume Negro nasce in profondità e vi offre un affascinante viaggio in barca, nel cuore della montagna, immersi in un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore degli scrosci della cascata sotterranea. Le Grotte si estendono per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni, in un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti che decorano ogni spazio con forme, colori e dimensioni diverse. Il percorso guidato dura circa un chilometro, con 400 metri da percorrere in barca navigando sul fiume sotterraneo, per giungere alla cascata interna e visitare la Sala del Paradiso, per poi continuare sul ramo settentrionale scoprendo la maestosità della Grande Sala, le particolarità della Sala delle Spugne e il fascino del Braccio delle Meraviglie.

  1. CERTOSA DI S. LORENZO DI PADULA e CASA MUSEO DI JOE PETROSINO: due luoghi da visitare a Padula e che vi occuperanno un’intera giornata. Il primo la Certosa di S. Lorenzo, comunemente chiamata certosa di Padula, conta circa 350 stanze e occupa una superficie di 51.500 metri quadrati di cui 15.000 impegnati solo dal chiostro, tra i più grandi del mondo.
  2.   La Certosa di San Lorenzo, grazie alla sua vasta estensione è seconda solo alla Certosa di Grenoble in Francia ed è di certo uno dei posti più belli della provincia di Salerno. La  certosa sorge tra IX-X secolo quando, cessate le incursioni saracene, la popolazione che si era rifugiata nelle alture preferì insediarsi sulla collina, in prossimità della via consolare, dove ancora sorge il centro abitato; alla fondazione del sito della Certosa contribuirono i monaci Basiliani. Il chiostro, costruito a partire dal 1583, si sviluppa su due livelli: il portico con le celle dei padri e la galleria finestrata utilizzata per la passeggiata settimanale. Nel 1998 la certosa è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e nel 2002 è stata inserita dalla Regione Campania nel novero dei Grandi Attrattori Culturali. Il secondo luogo è la Casa Museo di Joe Petrosino, il grandioso poliziotto che nel secolo scorso arrestò più di 20.000 malviventi, ideò il travestimento per le indagini e la squadra di poliziotti italiani denominata Italian Brunch
  1. GROTTE DI CALSTELCIVITA: conosciute come le Grotte di Spartaco, le Grotte di Castelcivita si estendono per svariati chilometri nel massiccio dei Monti Alburni, tra i comuni di Castelcivita e Controne. Tuttavia solo una piccola parte è accessibile ai visitatori che possono ammirare queste cavità carsiche particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme. Con un totale di circa 4800 m di lunghezza, rappresentano oggi uno dei complessi speleologici più vasti dell’Italia meridionale.
  1. TEGGIANO. La sesta tappa, è Teggiano una delle poche cittadine che ha mantenuto ancora oggi intatto il suo aspetto di roccaforte, grazie all’intervento del Principe di Salerno, Antonello Sanseverino, che fece costruire il castello. Il cuore di Teggiano sono le alte mura medievali, che permisero alla città di difendersi dagli attacchi del Re di Napoli, Ferdinando d’Aragona e dal complesso architettonico su cui si fonda l’intero borgo. La cittadina ospita ben 43 edifici religiosi e di questi 13 sono le chiese che si meritano di essere visitate. Sicuramente da non perdere il convento di S. Francesco del XIV sec. e il Museo diocesano S. Pietro del XII secolo. Inoltre una visita va fatta anche ai due musei: quello delle Erbe, suddiviso in differenti sezioni di medicina naturale, micologia, erbario naturale, etnobotanica e il Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano, costituito da diversi tipi di reperti che vanno dal telaio indispensabile per creare la tela, agli aratri per i buoi e agli strumenti la lavorazione del legno.
  1. AGROPOLI:  è il maggiore centro della costiera cilentana e il suo cuore è il nucleo storico sulla Rocca. Da visitare sicuramente il caratteristico centro storico con una bella porta d’ingresso che ingloba il castello angioino-aragonese, su impianto bizantino a pianta triangolare posto su una roccia a picco sul mare. Si tratta di una terrazza belvedere naturale, da cui nelle giornate terse si può vedere Capri e addirittura punta della Capannella. Il centro cittadino è  caratterizzato da piccole vie che nel periodo estivo diventano teatro di parecchie manifestazioni. Molto belle e meritano una visita, le chiese della Madonna di Costantinopoli del primo barocco e la Chiesa medievale di San Pietro e Paolo oltre alla torre di San Marco. Affascinante e da non perdere la porta d’ingresso Merlata che divide La Rocca dalla parte moderna della città. Infine scivolate poi sul litorale che si affaccia sul mar Tirreno e lasciatevi incantare dalla pittoresca baia di Trentova oltre che dalla Torre Costiera ( del XVI secolo) ubicata nelle vicinanze del porto turistico. Questa torre è anche chiamata Torre di San Francesco perché sorge accanto ai resti dell’omonimo convento
  1. CAPO PALINURO: già citata da Virgilio nell’Eneide, Capo Palinuro è un caratteristico promontorio calcareo per lo più a picco sul mare, che da sempre hanno catturato la curiosità dei viaggiatori di ogni epoca. Sarà per il mare cristallino, le spiagge ampie e sabbiose che si alternano a tratti rocciosi accessibili solo via mare dove si nascondono veri gioielli naturali, un susseguirsi di calette, grotte e spiagge di unica bellezza. Merita una sosta spiaggia dell’Arco Naturale e la vicina spiaggia del Mingardo e almeno una delle 35  grotte di Capo Palinuro che rappresentano uno dei principali poli di interesse speleomarino in Europa. Tra queste meraviglie ve ne suggeriamo alcune: la “Grotta Azzurra“, lunga 85 metri e larga 90, che si trova all’altezza di Cala Guarracini e attraversa la parte settentrionale di Capo Palinuro, la “Grotta d’Argento” che si trova più a Sud, a Cala Lanterna, le cui pareti subiscono di riflesso il colore argento che assume l’acqua per il miscelarsi dell’acqua marina con la densa acqua sulfurea, la “Grotta dei Monaci“, cosi chiamata per le numerose formazioni stalagmitiche che richiamano le sembianze di un gruppo di monaci in preghiera, la “Grotta Preistorica o delle Ossa“, i cui sedimenti fossili testimoniano la frequentazione di uomini primitivi, la “Grotta del Sangue“, così chiamata per l’intenso rosso che si accende sulle sue pareti e la “Grotta Sulfurea” dove il fenomeno idrotermale caratteristico delle cavità marine di Palinuro diviene più evidente e percepibile.  Alla fine della giornata, fermatevi in uno dei ristoranti tipici dove gustare la tipica cucina cilentana e ottimi piatti a base di pesce fresco.
  1. MARINA DI CAMEROTA: è la gemma incastonata tra strapiombi sul mare e colline disseminate da antiche torri difensive e da estesi uliveti secolari, è una delle mete piò gettonate del Cilento preferita dal turismo balneare per la bellezza delle spiagge, per il mare cristallino e le grotte naturali scavate nella roccia a pelo d’acqua. Non perdetevi l’occasione di fermarvi a queste tre spiagge: San Domenico, che si trova tra il centro storico e il porto, con sabbia bianca e finissima, Lentiscelle più a sud del paese che alterna tratti organizzati a spiaggia libera, la maggior parte, su un arenile di sabbia dorata mista a ghiaia e la spiaggia Calanca che dista pochi minuti a piedi dal centro del paese e vi si accede attraverso una scalinata a gradoni che termina sull’unico tratto di spiaggia libera. Di fronte al largo si staglia l’isola delle Sirene, sorvegliata dalla torre Calanca.
  1. Infine CASTELLABATE che ho volutamente lasciare per ultima perché se c’era bisogno di ulteriore motivo per trascorrere un weekend o una vacanza in Cilento, la stella degli ultimi anni, nota per essere il set del campione di incassi “Benvenuti al Sud”, saprà convincervi. Castellabate ha il suo cuore nel centro storico che è riconosciuto dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità” e che sorge intorno al castello dell’Abate, da cui deriva il nome del paese. L’abate a cui ci si riferisce è San Costabile Gentilcore, VI Abate di Cava dei Tirreni, che il 10 ottobre del 1123 iniziò la costruzione del Castello contro i continui attacchi dei pirati Saraceni. Le mura della fortezza, con le 4 torri angolari rotonde poste a presidio dei punti cardinali, racchiudevano all’interno abitazioni, magazzini, forni e cisterne. Su una di queste torri trovate la scritta “qui non si muore”, legata ad una figura di Gioacchino Murat precursore di quell’Unità d’Italia alla quale invitò gli italiani nel Proclama di Rimini del 30 marzo 1815: “Italiani, non siate più in forse, siate Italiani”, esclamando a Castellabate, appunto la frase “Qui non si muore”. Dalla fortezza a piedi, raggiungete la Basilica di Santa Maria de Giulia, la cui facciata cinquecentesca è affiancata da una torre campanaria modulata su quattro piani. Di fronte alla Basilica, c’è anche la piccola Chiesa del Rosario, della seconda metà del 500’. Il borgo, che conserva ancora la struttura urbana medievale, è tutto un susseguirsi di sali e scendi, stradine, vicoletti, archi, passaggi con brevi gradinate, palazzi, slarghi e case intercomunicanti. Lasciato il centro storico, scivolate sulla costa, dove trovate le località di Santa Maria con la spiaggia del Pozzillo (QUI vedete il mio bagno al 1 novembre), la centralissima Marina Piccola e San Marco dove potete ammirare un tramonto mozzafiato e sullo sfondo lo scoglio di San Francesco e l’isolotto di Punta Licosa.

Dove fermarvi a dormire sia con e senza camper:

Area di sosta I tre Santi: Via San Biagio 84034 località Vascella Padula- Salerno.  Agriturismo aperto tutto l’anno e adatto sia a chi possiede camper, sia caravan e anche una moto o bici, perché la struttura dispone anche di camere e ristorante. Se cenate in quest’ultimo la sosta è gratuita.

Area Campo dei Rocchi: a 50 metri dalla spiaggia, nella frazione Lago a Castellabate, l’area camper Campo dei Rocchi, dispone di 45 piazzole anche vista mare,  offre tutti i servizi per una sosta completamente attrezzata: carico acqua potabile, allacciamento elettrico da 600 a 1200 Watt, servizi di lavanderia, servizi internet Wi–Fi, docce calde e fredde.

Area Trentova camping park Via Belvedere 49 – 84043 Agropoli (SA); ubicata a Agropoli, è un’area attrezzata per camper e campeggiatori che sorge ad Agropoli, porta del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in una location invidiabile ad appena 1 kilometro circa dalla baia di Trentova ed al contempo vicina al centro urbano.

Magic Hotel Via Nazionale 2, C.DA Maglianello 84030 ATENA LUCANA situato sulla s.s.19 delle Calabrie a pochi km dalle uscite autostradali sull’A3 di Atena Lucana e Sala Consilina è situato al centro del Vallo di Diano, è il perfetto punto di partenza per scoprire un territorio ricco di sapori e tradizione

B&B Iride Via Natale di Luccia 84048 S. Maria di Castellabate (SA); ubicato nel centro di Santa Maria di Castellabate, è ideale come punto base dove dormire, fare prima colazione e poi godersi la giornata in spiaggia o sul territorio. Di nuova realizzazione, offre tutti i confort come wifi e cassaforte. Nelle immediate vicinanze c’è il parcheggio per auto e moto

Villaggio Amatucci ubicato nella frazione Lago di Castellabate (SA) nel cuore del Cilento esteso su area di 6000 mq. direttamente sul mare, potrete vivere il glamping in Cilento con chalet, bungalows e appartamenti immersi nella macchia mediterranea

L’Hotel Vallisdea è situato a circa 300 metri dallo svincolo autostradale di Sala Consilina e oltre ad offrire i servizi di un hotel e relativo ristorante, parte del parcheggio è adibita alla sosta camper con energia elettrica. E’ ideale per raggiungere la Certosa di S. Lorenzo a Padula, le Grotte dell’Angelo a Pertosa, le sorgenti termali di Montesano, il Castello di Teggiano, la Cappella Acciaro di Sala Consilina e il massiccio degli Alburni.

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