Abbazia di Pomposa: culla della scrittura musicale

Percorrendo la statale Romea in direzione nord a pochi chilometri da Comacchio, troverete l’imponente Abbazia di Pomposa.

Non passa inosservata, per via del suo svettante campanile nella verde pianura. L’origine dell’Abbazia risale ad un insediamento benedettino dei secoli VI-VII, su quella che era l’Insula Pomposia, un’isola boscosa circondata da due rami del fiume e protetta dal mare. Il suo maggiore splendore arriva dopo il Mille quando divenne centro monastico fiorente votato ad una vita di preghiera e lavoro, la cui fortuna si legò alla figura dell’abate San Guido. Fino al XIV secolo l’abbazia godette di proprietà, sia nei terreni circostanti (compresa una salina a Comacchio), sia nel resto d’Italia, grazie alle donazioni; poi ebbe un lento declino, dovuto a fattori geografici e ambientali, quali la malaria e l’impaludamento della zona, causato anche dalla deviazione dell’alveo del Po. Il monastero pomposiano accolse illustri personaggi del tempo, tra i quali è da ricordare Guido d’Arezzo, il monaco inventore della scrittura musicale basata sul sistema delle sette note. Se amate l’arte non lasciatevi scappare l’occasione di ammirare nella basilica di Santa Maria uno dei cicli di affreschi più preziosi di tutta la provincia di ispirazione giottesca e il bellissimo pavimento a mosaico con intarsi di preziosi marmi collocati tra il VI e XII secolo. L’interno della chiesa è a tre navate, divise da colonne romane e bizantine. Il prezioso pavimento di marmo in opus sectile risale a varie epoche (dal VI al XII secolo) e presenta animali mostruosi, motivi geometrici, elementi vegetali e figurativi. Tra le allegorie il leone simboleggia la resurrezione di Cristo, il drago il male che è sempre sconfitto, il cervo è Cristo e gli uccelli con ali a riposo raffigurano la condizione umana. Per conoscere maggiori dettagli e orari delle visite: http://abbaziadipomposa.altervista.org/

Per sostare con il camper, caravan o tenda: Bio camping comodissimo per visitare l’Abbazia e la città di Ravenna è aperto tutto l’anno e dispone anche di camere per dormire

 

 

 

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